top of page
  • Immagine del redattoreGaia De Pascale

GITA SCOLASTICA - Giorno 3

Archiviata una losca storia di monopattini, partiamo per Avignone. Nel Gruppo 2 il Presidente e il prof V si mandano l'un l'altro messaggi che rimbalzano nell'etere, arrivano a noi, tornano a loro - Grazie - Prego, comunque sono seduto qui vicino a te. Nel Gruppo 1 dopo aneddoti di gnocchetti tricolore che esplodono in aria come fuochi d'artificio, non ci crederete mai, ma si studia. Precisa e figlia Napoleone, io e Filippo i verbi riflessivi, facciamo un esempio Filippo, io mi vendo l'auto è un riflessivo apparente, io mi vendo è un riflessivo proprio ma è improprio che tu lo dica, mi vendo la grinta che non hai è Renato Zero. Tutto chiaro? Rivesto per un attimo la veste della prof e spiego ai ragazzi la supercazzola sulla cattività avignonese: cosa ci fa un papa, e poi tanti papi ad Avignone? Cosa ci faceva anche Petrarca? E Laura? Cosa ci faceva Laura in realtà non lo so, probabilmente era andata via da Nek, in ogni caso c'era anche lei, ho 366 componimenti poetici come prova. Correva l'anno milletrecentoequalcosa e si sono dati tutti appuntamento lì, cioè qui, un tot di papi, un poeta laureato e una con i capelli biondi a l'aura sparsi. Andiamo su e giù per il giga palazzo con un tablet che ci porta indietro nel tempo, fuori c'è la peste, si muore come mosche, bubboni e lazzaretti, ma che ce frega qui dentro è il festival dell'arrosticino e del ciupa dance, corruzione, concubinato, simonia e giga spiedi adatti a un giga palazzo. Il tablet intrattiene anche i ragazzi con una caccia al tesoro, solo che poi ci si impalla il prof V, la visita è finita, dobbiamo andare a mangiare, ma manca il prof V che deve acchiappare l'ultimo tesoro, senza l'ultimo tesoro non scende, se ne sta lì, me lo vedo già di marmo vicino a Clemente V. Abbandoniamo il giga palazzo e la bella Avignone dopo un'omelette come dio comanda e un giro di giostra, ma come al solito non avevo capito niente, la losca storia di monopattini non era archiviata affatto, tra pranzo e pullman noi prof prepariamo la controffensiva, Il Giovane deve annunciare la riunione cazziatone, cioè quello che cinque minuti fa faceva yuuu huuu sul cavallino della giostra ora deve fare la faccia dell'orco, infatti non gli riesce per niente, Giovane non puoi fare la voce dell'orco e intanto sorridere, cosi assistiamo a questo momento bellissimo in cui Il Giovane fa la voce dell'orco dando le spalle agli studenti, noi occhi alle sue chiappe, lui occhi alla linea di mezzeria per non perdere la concentrazione. Povero Giovane gli tocca fare l'orco anche alla riunione della supercazziata generale. 90 ragazzi in cerchio e lui in mezzo, tipo torello, che dice che no, sfrecciare alle tre del mattino sul monopattino elettrico nel quartiere malfamato di Marsiglia non è esattamente l'idea dell'anno, e che ora la sera o usciranno tutti o non uscirà nessuno, ma visto che noi prof vogliamo andare a bere il castigo è che tutti devono venire a bere, anche i malati, i moribondi, i mutilati di guerra, gli astemi. Vabbè non ha detto proprio così ma il risultato è stato questo, ci siamo intruppati tutti verso il porto di Marsiglia e sarà ma per me al mondo non c'è niente di più bello dei porti la sera, con le luci, le barche, i riflessi sull'acqua, e anche l'odore di mare morto che per noi genovesi altro che lavanda, così mi sono sentita felice, ho fatto le foto ai monopattini, a una piazza di cui non so il nome, a un tizio che vendeva banane, e poi io, Precisa, il Presidente, il Giovane, i prof Giurocheentrolafinedellagitaglitrovoilsoprannome V e I, qualche studente tra cui studente A che mi dice prenda il cocktail con la violetta beviamo in un locale con Ramazzotti di sottofondo per scontare il terribile castigo collettivo. Sto andando lunga anche stasera, e non è il caso, ma il finale è stato tutto un Questo non lo puoi dire Questo non si può scrivere e I fenicotteri non li vedrai mai, non credo di potermi rassegnare a quest'ultimo fatto, è un fatto molto increscioso, penso ne converrete tutti. Con in bocca questo gusto un po' amaro e un po' alla violetta mi infilo sotto il piumone, i colleghi mandano notizie sulle ronde, i ragazzi hanno imparato la nobile arte del casino silenziato, io penso che tra meno di 48 ore farò l'appello alla 5Q col microfono per l'ultima volta dopo tre anni, e vorrei piangere ma questo no, non si può né scrivere né dire.

Anche il giorno 3 è finito.

40 visualizzazioni0 commenti

コメント


bottom of page