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  • Immagine del redattoreGaia De Pascale

GITA SCOLASTICA - Giorno 1



Mi sveglio alle 5.30, accendo il cellulare e mi ritrovo due messaggi, il primo è dello studente D, 'Prof riesce a mettersi in valigia un outfit tutto rosa o tutto azzurro? Serve per fare punti al genvision', il secondo è di mia madre, 'Chi è quell'uccello che mi hai mandato?' - era l'emoji di un fenicottero rosa, visto che andiamo in Camargue. Lui l'outfit ce l'ha, mi dico. Punti come se piovessero.

Ora sono sul pullman, sono le 7.30, in fondo reparto criminale sta cantando canzoni assurde che non conosco + alba chiara. Fili è vicino a me ma dura poco, alla prima sosta viene adottato come da protocollo dal sopracitato reparto criminale. Sono in pullman con Precisa e Il Giovane, siamo il gruppo 1. Nel gruppo 2 ci sono Il Presidente, Il prof V e la prof I. Abbiamo questo compito durante il viaggio, abbinare alunni e camere, sembra facile ma le camere sono da 4 o da 3, gli alunni di classi diverse, alcuni si vogliono mischiare, altri sono rigidamente contro il melting pot, in più nei fogli alcune stanze del gruppo 1 sono finite nel gruppo 2'e viceversa, sta diventando tutta una roba di multipli di 4 e di 3, forse multipli di 7, meno la stanza fuffa del gruppo sbagliato, piu la stanza fuffa del gruppo giusto, maschi di qua, femmine di lá, fluidi dove vogliono, Prof scusi ho detto che stavo con Pino ma vorrei stare con Gino, Prof sono di 5QG ma vorrei stare con Lino e Rino di 5CM. Io penso che di numeri non ci ho mai capito niente ma anche a lettere siamo messi malissimo. In ogni caso il mio gruppo, il gruppo 1, è un gruppo di letterati, oltretutto in mano a Precisa, fate un po' voi. Alziamo gli occhi - ormai di bragia - dal foglio che sono le 14.00 e siamo arrivati ad Aix en Provence. Qui i ragazzi si sparpagliano per mangiare mentre il Presidente (che è un matematico) rimescola le carte e forma tre gruppi per girare la cittadina. Io non ho nemmeno capito in che gruppo dovevo essere, mi ritrovo con la mia classe meno due dispersi più il prof V che ha accompagnato studente V (da non confondersi con prof V) a fare la cacca, perdendo a sua volta la sua classe. Tutti sperduti cerchiamo le fontane, troviamo le fontane, cerchiamo il viale dei platani, troviamo il viale dei platani e anche l'Apple store, torniamo indietro, ritroviamo i dispersi che comunque nessuno aveva cercato, cerchiamo invece la cattedrale che non troviamo ma in compenso troviamo il pullman sul quale ci fiondiamo come naufraghi su... Boh? Dove si fionda un naufrago? Dove può. Con gli occhi sempre più di bragia guardiamo questa Marsiglia che passa dal finestrino, i ragazzi mugugnano che ci sono tipi loschi, Il Giovane vuole andare nei più loschi posti di tipi loschi, acciuffiamo al volo in una piazza due dei nostri approdati per altre vie (ma questa, come si suol dire, è un'altra storia) e ci fiondiamo in albergo come naufraghi che boh. Affamati come naufraghi e come lupi e come boh andiamo incontro alla dura realtà. La vita non è un buffet illimitato, e nemmeno una scatola di cioccolatini come voleva quello che correva, la vita è UN piatto che nemmeno ti scegli e UN bicchiere. E non concede il bis. Non resta che godersela per come ti arriva, fosse anche la lasagna fredda di stasera, che a dire il vero non scambierei con niente ('quello che ho avuto, così, me lo tengo: pur di tenervi io mi ritengo, identica').

Il giorno 1 è andato.

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