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  • Immagine del redattoreGaia De Pascale

Giorno 56

Oggi è stata la giornata del furore. Tutti erano furenti con tutti: i docenti con la Dirigente, la Dirigente con i docenti, gli alunni con i docenti e con la Dirigente, e ciascuno di questi, come sempre, - docenti, Dirigente e personale ATA -, con gli alunni (perché nel dubbio è sempre bene prendersela con gli alunni, per manifesta inferiorità del ruolo). Io avrei dovuto schierarmi, e invece niente, mentre gli altri si armavano l'un contro l'altro io vagavo, anzi proprio fluttuavo, nel mio mondo di fruttolo, un po' ebete, un po' vigliacca, un po' apatica, cercando di evitare qualunque confronto e adottando tecniche mimetiche che nemmeno quando arriva il rappresentante di libri. Ho cercato di schivare per tutta la mattina l'orribile domanda: tu da che parte stai? Destra o sinistra? Russia o Nato? Vaccini o complotto? Will Smith o Chris Rock? Latte o fondente? E devo dire che è andata piuttosto bene, complici alcuni colleghi in fase camaleonte come me, che strisciavano lungo i muri di bianco vestiti sussurrando informazioni chiave, del tipo: 'non entrare in quella stanza', 'prendi l'altro ascensore', 'occhio a ore 12'. Strisciando e strisciando sono approdata in TERZA dove, ironia della sorte, dovevo affrontare proprio il canto III dell'inferno: gli ignavi. Mi sono sentita un po' un'infame a fare il mio pippone sull'obbligo morale della scelta, che chi non sceglie in realtà sceglie sempre, sceglie il potere e lo status quo e le cose come stanno, come chi non vota, o chi beve Ferrarelle, e dunque si deve, si deve stare di qua o di lá, che la vita è tutta una barricata, e un bivio, e una sliding door, e per quanto voi vi crediate assolti siete lo stesso coinvolti, SEMPRE - tranne che di martedì mattina, per un furore di cui non hai ben compreso il succo, con un mal di testa post mestruale che non ti molla, un cielo lattiginoso, una voglia indescrivibile di prendere un aereo a caso e via, verso un altro mondo possibile. Per fortuna, mentre mettevo mogia la Divina Commedia nell'armadietto, a Pino è suonato il telefono. Avrebbe potuto avere qualsiasi suoneria, e invece è partita proprio, a bombazza in sala PC, BALLAAAAA, FOTTITENE E BALLAAAAA, lui ha risposto, io ho riso dietro la mascherina, gli ho fatto ciao con un cenno per non disturbare la sua conversazione, lui ha mollato la scopa per liberarsi una mano e ricambiare, anche Pino ha sorriso dietro la mascherina, ne sono certa, così sono scappata a casa con i finestrini abbassati, una felicità ebete tanto quanto la mia indifferenza al furore, la radio al massimo.

E insomma dai, tra poco è estate.

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