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  • Immagine del redattoreGaia De Pascale

Giorno 41

Fuga dall'agente, animale strano e pericoloso che si aggira per le scuole, talvolta timidamente, talvolta come un caterpillar. A me è toccato il caterpillar, che ho sempre dribblato in questi anni alzando le braccia al cielo e gridando: io faccio sostegno! A questo giro ho provato a dribblarlo fisicamente. Mi sono fatta vedere, sperando mi avesse ormai classificato come quella sfigata del sostegno che non le mollo un libro manco morto, ma per accortezza mi sono fatta vedere tante volte vicino ai colleghi che aveva placcato, in modo insomma da esserci e allo stesso tempo non esserci (e qui si ritorna a Schroedinger). Sono stata fiera della mia tecnica finissima perché, quando il manigoldo mi ha incrociato da sola, ha esclamato: io e lei ci siamo già parlati! E io, tutta gongolante, ho risposto: Sì! Sono andata in classe così fiera che non vi so dire. Ma all'uscita lui era lì. È piombato fuori da un qualche angolo, silenzioso e lesto come una pantera, e, onnisciente come un qualche dio, mi ha detto: lei è De Pascale, Italiano e storia, giusto? Volevo proporle - e io atterrita l'ho ascoltato per un'ora, continuando a chiedermi come cappero facesse a sapere chi sono, e soprattutto se prima, quando gli ho detto che ci eravamo già parlati, lui credeva fossi un'altra oppure, più probabilmente, stava tessendo la sua tela di ragno e preparando l'agguato? Giuro che ancora non lo so, me lo chiederò per tutta la notte accompagnata dall'idea di averci fatto una figura di cacca colossale.

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